Rosa Perosi

C’era una volta il West…. – no, scusate – … il Sesso!!

Sono diversi i giovani che manifestano disinteresse per la sessualità, non desiderano e non cercano un contatto fisico con l’altro. Si, avete capito bene: oggi, la generazione dei 18-30enni dichiara di fare meno sesso rispetto a quanto ne facessero i loro coetanei vent’anni fa. Sono meno interessati. Ma come è possibile questo? In passato vi era molta curiosità rispetto al sesso, c’erano le “fuitine d’amore” ed i giovani provavano un forte desiderio di trasgressione contro le norme sociali percepite come limitanti. Oggi viviamo in una società sicuramente più libera e meno sessuofobica della precedente, infatti gli adolescenti possono decidere di trascorrere la notte con il fidanzato/a nella casa dei genitori, con il loro consenso s’intende, eppure, si dichiarano più interessati a vivere una sessualità di tipo “virtuale” che fatta di contatto fisico. La curiosità per il sesso sembra essere svanita, non più avvolta da quel velo di mistero che aveva in passato.

Il venir meno della curiosità e del desiderio di scoperta sembrano essere legati (anche) al facile e rapido accesso alle informazioni e alle migliaia di video e immagini pornografiche a cui tutti possono accedere in qualunque momento e che vanno a rinforzare stereotipi e convinzioni irrealistiche sulla sessualità, condizionandola negativamente. E poi, i giovani di oggi, grazie alla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), sono la prima generazione ad aver scoperto che il sesso non è più l’unico mezzo per procreare: non serve più scambiarsi i liquidi per avere figli e così lo si è svuotato persino della sua centralità nell’accoppiamento.  Si era creduto che il distanziamento sociale dovuto alla pandemia avrebbe alimentato il desiderio per l’altro, mentre invece abbiamo visto che è cambiato persino il concetto stesso di desiderio. Oggi i giovani non vogliono possedere il corpo dell’altro, si innamorano di più della sua apparenza, della sua immagine; hanno meno necessità di vivere una sessualità fisica, perché vogliono e preferiscono vivere nella mente dell’altro.

Questa nostra società, sempre più narcisistica, ha cambiato i rapporti fra gli individui e nel vissuto quotidiano dei giovani, raggiungere il piacere da soli è molto più semplice e quindi prendono sempre più spazio i rapporti sessuali “virtuali”, il sexting, i sex toys, grazie ai quali condividono comunque contenuti erotici, ma a distanza. Ma è proprio così? E se il problema di fondo non fosse il sesso ma i sentimenti? Il timore di entrare in una relazione profonda con l’altro, che solo il coinvolgimento del corpo e delle emozioni può dare? Un approccio sano alla sessualità passa attraverso la conoscenza di sé che dipende anche dalla relazione con l’altro/a.  Il sesso è un’esperienza meravigliosa e complessa dove le persone si impegnano per stare bene, a dare e ricevere reciprocamente il piacere, in un clima di rispetto reciproco. La sessualità è anche una forma di comunicazione, che non può essere sganciata dalla componente emotiva, che emerge nella relazione fisica e che ne condiziona i livelli di soddisfazione e di appagamento.

Vivere un approccio più virtuale e meno fisico alla sessualità, cioè, viverla dietro ad uno schermo, condiziona il modo di interagire con l’altro, impoverisce la qualità comunicativa della relazione, delle sue componenti affettive ed emotive. Ad esempio, si evidenzia solo ciò che si è interessati a mostrare, si tende a nascondere quello che non piace, i nostri limiti e le nostre insicurezze. Si può interrompere la connessione quando l’esperienza crea disagio o insoddisfazione, si rischia di fare richieste che tengono poco conto dell’impatto che possono avere sull’altro. Tutto questo non aiuta né a vincere le proprie vulnerabilità né a migliorare la relazione con l’altro. Il sesso virtuale, in poche parole, è una sorta di scorciatoia ed il mio timore è che dovremo sempre più prepararci al sesso a distanza: qualche sensore collocato qua e là sul corpo ed una maschera immersiva. Non esiste un sesso più sicuro di così….