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Il ruolo dei padri nell’educazione affettiva/sessuale dei figli maschi

L’educazione affettiva e sessuale dei figli è un compito importante che coinvolge entrambi i genitori, ma nel caso specifico dei figli maschi, è cruciale il ruolo del padre perché può influenzare significativamente lo sviluppo emotivo e sessuale dei ragazzi.

Ho attivato nelle scuole del territorio “Laboratori di educazione alla sessualità” ed i ragazzi mi raccontano che con i padri non parlano di sentimenti e di affettività, a differenza delle femmine che invece hanno un dialogo maggiore con le loro mamme.

Noto la fatica dei ragazzi a gestire i loro stati emotivi, si approcciano alla sessualità con i codici della pornografia (che tra l’altro mostra una sessualità che spesso non esiste nella realtà) e, per un senso di appartenenza al maschile, trattano e banalizzano la relazione con l’altro sesso con commenti volgari.

E mi chiedo: “Perché di molte cose, a chi nasce maschio, si dice poco o niente? Su molti temi fondamentali della vita, gli uomini, quando sono ragazzi, provano a fare tutto da soli. Di emozioni, affetti e sessualità nessuno dice loro nulla?”

Ho cercato di comprendere assieme agli studenti quali sono gli argomenti tipici di una conversazione tra padri e figli fin da piccoli. Ed è emerso che parlano principalmente di videogiochi, di supereroi che compiono imprese straordinarie, salvano il mondo, combattono con armi di ogni tipo e misura; poi parlano di calcio, dove la prepotenza, l’aggressività e la violenza reale e virtuale spesso raggiunge il culmine; poi c’è il sesso.

Sì, è difficile che nei discorsi al maschile si parli di amore.

Cosa imparano, dunque, questi ragazzini? Tutto quello che viene proposto nel tempo libero ha a che fare con i temi del combattimento e della guerra, dello sport e dell’azione, mentre nulla, e ribadisco nulla, ha al centro i grandi temi della vita.

Eppure sarà molto più probabile avere a che fare, prima o poi, con una storia d’amore, piuttosto che con un missile lanciarazzi o con un raggio laser.

Ecco il ruolo e la grande responsabilità in capo ai padri: devono intervenire urgentemente, apportare un cambiamento e fornire ai loro figli la competenza più importante di tutte: IL RISPETTO.

Non dimentichiamo che dall’età di 9 anni i bambini hanno accesso libero ed autonomo alla rete tramite smartphone e tablet, navigano su siti pornografici dove visualizzano violenze fisiche e psicologiche rivolte al genere femminile.

Sullo schermo vengono rappresentate interazioni connotate, in percentuale enormemente superiore rispetto a quello che avviene nella vita reale, da atti violenti, di dominazione, di sottomissione, mentre le donne sono spesso solo corpi sempre disponibili e pronti a tutto.

Inoltre, se con i padri di sentimenti non se ne parla, ma viene veicolato soprattutto il messaggio che il vero uomo è quello forte, a volte duro, senza cedimenti, che non lascia trasparire mai alcuna emozione, ma affronta la vita sempre di petto, e l’argomento del sesso tutt’al più viene affrontato nei suoi aspetti pratici, ovvero come si fa, come ci si protegge dal rischio di malattie a trasmissione sessuale e gravidanze indesiderate, come si ottiene il massimo del piacere, difficilmente negli aspetti più emozionali e relazionali, è normale che questi ragazzi non riusciranno a parlare di vicende sentimentali, dell’amore, delle emozioni, delle fatiche e delle gioie di costruire un percorso di intimità con un’altra persona, di come affrontare la gelosia o di come superare il dolore per la fine di un rapporto.

Forza padri, insegnate ai vostri figli a diventare “uomini veri”, emotivamente maturi, che sappiano riconoscere le emozioni che provano, mostrarle, senza il timore di essere considerati deboli; basta maschere per nascondere le lacrime, basta definire sdolcinata la parola amore e parlare del fare sesso come di qualcosa che conferisce potere e virilità.

Basta.

Ora dobbiamo crescere maschi emotivamente maturi che sappiano costruire la propria identità e progetto di vita sul termine RISPETTO.

La sessualità nella vita dell’adolescente, inizia con la pubertà. E’ un terreno di gioco rispetto al quale il giovane prova contemporaneamente sia una forte attrazione che una presa di distanza. Diventa un’importante palestra, un terreno sul quale sperimentarsi, un’opportunità per il distacco dai genitori e allo stesso tempo la ricerca di un luogo in cui rifugiarsi affettuosamente, o in cui scappare al bisogno.

Di fatto, gli adolescenti si trovano in genere molto meno attrezzati rispetto agli adulti di fronte a questioni rilevanti riguardanti la propria sfera sessuale: prendere decisioni (rapporti sessuali e “prima volta”), assumersi responsabilità (gravidanza), anticipare le conseguenze dei propri comportamenti sessuali (contraccezione), senza tralasciare l’indispensabile aspetto affettivo ed emozionale legato alla sessualità.

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